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25 luglio 1943 – 25 settembre 2022, il grande ritorno

Treviso. Ci siamo. Prima o poi purtroppo doveva pur accadere. Il ritorno ufficiale nei piani alti della classifica elettorale della sciagurata forza politica fascista fra poche ore sarà una realtà. Un fatto assodato. Una pestilenza istituzionale i cui effetti saranno visibili soltanto fra qualche anno.

Ad essere sinceri, sia ben chiaro, questo tumore storico maligno non è stato mai estirpato del tutto dal nostro martoriato corpo elettorale. Per niente. Nel corso dei decenni, sotto mentite spoglie, non ha fatto altro che proteggere il proprio nefasto DNA sfruttando semplicemente le gravissime lacune che i vari vaccini costituzionali, istituzionali e politici della repubblichetta “de noantri”hanno cercato nel tempo di circoscrivere e di curare in modo definitivo.

I nazifascisti succedutisi negli anni, niente post , ante, sopra e sotto, semplicemente nazifascisti, hanno approfittato bellamente fra alti e bassi, tra errori di opportunità politica e riusciti calcoli di strategia elettorale, della debolezza cronica dei partiti che da sempre si sono definiti antifascisti od anti-nazifascisti (due facce della stessa medaglia) ma che di fatto, fallimento dopo fallimento, non lo sono mai stati.

I bellimbusti pariolini dell’imbarazzante italica storia parlamentare, autoproclamatisi gli invalicabili argini del fiume carsico nazifascista, consegneranno fra poche ore il testimone della democrazia ad un partito che dopo circa un secolo ricorda ancora con grande rimpianto un imbarazzante comune mortale che trascinò nel giugno del 1940 in un devastante conflitto bellico un esercito, un paese del tutto impreparati ed inadeguati ad affrontare le gravissime conseguenze della sua personale, della sua presuntuosa, della sua opportunistica e dittatoriale scelta.

Sia ben chiaro da subito che la colpa non è per niente del Movimento Sociale Italiano prima, del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale poi, successivamente del Movimento Sociale Italiano-Alleanza Nazionale, del parente acquisito Alleanza Nazionale, per confluire infine nel 2012 con tutti i seguaci della destra e della estrema destra in Fratelli d’Italia. Proprio per nulla.

Le sciagurate responsabilità sono tutte da attribuire soltanto a coloro che all’alba del 26 settembre 2022 vagheranno emaciati, tumefatti, dissanguati dalle ferite inferte loro dai “nazifascisti 2022.0”, siano essi dei camerati dal primo ardito vagito nella littoria culla di casa oppure perché vittime di un devastante attacco di Alzheimerl storico e culturale.

Questi inadeguati ed incompetenti “personaggetti” (grazie Sig. Crozza-De Luca) regaleranno su un vassoio d’argento “un giorno storico” alla Sig.ra Aspirante “Paolo” Panelli senza che negli anni sia stata veramente capace di dimostrare di essere dotata di un indiscutibile spessore politico, di avere accumulato una pluridecennale esperrienza nel settore amministrativo, di avere acquisito un’invidiabile preparazione in materia economico-finanziaria.

Nulla di tutto questo. Non che i moribondi colleghi degli altri partiti lo siano o lo siano stati in passato, ma avere la mal celata presunzione di credere di essere la Giovanna D’Arco in versione capitolina “de borgata” che ci salverà, insieme ai compagnucci di merenda del 1994, dalla malvagia e dall’invadente Unione Europea, dalle interferenze dall’esterno di invisibile forze oscure plutocratiche che provano un profondo piacere intimo nel tramare di continuo contro gli interessi dell’Italia, beh, cosa si potrebbe scrivere se non soltanto “arridaje”.

Ci troviamo pertanto, ancora una volta, con un altro nome e cognome da aggiungere alla lunghissima lista dei vanagloriosi candidati per la salvezza della perenne piccola Italia che stenta a volersi curare dalla sindrome di Peter Pan e diventare finalmente un adulto affidabile, maturo, con un potere contrattuale consistente ed una inattaccabile credibiltà internazionale.

Ci fosse stato di recente, anche solo per caso o per distrazione, un minuscolo impulso di volersi dare sul serio da fare per l’interesse della collettività tutta e del povero paesello italico rammendato alla bell’e meglio con pezze di stoffa di pessimo gusto.

È sufficiente scorrere l’elenco delle recenti proposte di legge (dal 2018 ad oggi) dell’on. Rossetto Littorio per renderci subito conto che il suo martellante cicaleccio elettorale, buono per tutte le stagioni ed occasioni, non è nient’altro che una ennesima versione riveduta e corretta dell’insuperabile “Vota Antonio…Vota Antonio…” (https://www.camera.it/leg18/29?tipoAttivita=attivita&tipoVisAtt=&shadow_deputato=302103&lettera=&idLegislatura=18&tipoPersona).

Nelle quattro legislature (XV, XVI, XVII e XVIII) cui ha preso parte in qualità di deputata della Repubblica Italiana, meno che mai in qualità di Ministro della Gioventù del IV Governo del Sig. B, ci fosse stata una volta che avesse sbattuto il pugno sul tavolo della Sala del Consiglio dei Ministri oppure sul seggio da parlamentare per procedere controcorrente e far emergere la propria autonomia intellettuale e politica contro il grigiore e l’incompetenza generalizzata dei “qui comando io e basta”.

Nessuna reazione, nessuna volontà a mettere in gioco i propri interessi particolari di “carriera” politica per il bene comune e per una Italia in perenne debito di ossigeno.

Nessuna proposta di legge a favore delle forze dell’ordine per metterle in condizioni di svolgere il proprio compito con un adeguato numero di addetti e con un indispensabile sostegno finanziario per il contrasto all’illegalità, all’evasione fiscale, alla corruzione, alla lotta contro i numerosi gruppi criminali autoctoni o di importazione.

Nessuna proposta di legge contro l’imbarbarimento della nostra lingua nazionale. Il nulla assoluto a favore di tutti quei settori vitali che costituiscono da sempre la spina dorsale di un paese veramente evoluto, moderno e democratico. Nulla.

Qua e là invece un’ostinata volontà a voler inserire nella nostra calpestata Costituzione il presidenzialismo quando ancora in questi giorni ci sono troppi, ma veramente troppi amanti del “saluto militare romano” fascistizzato durante il Ventennio mussoliniano di un secolo fa.

Nei salotti televisivi e radiofonici però ai più risulta ridicolo parlare ancora di fascismo. Per loro non ha più senso ricordare cosa sia stato il nazifascismo per il nostro paese. In questo periodo storico dunque è del tutto anacronistico far presente all’opinione pubblica che nel nostro tessuto sociale repubblicano da sempre sono rimasti i germi congelati di una nefasta pandemia nera.

Cento anni volati via come un battito di ciglia. Cento anni di una piccola, piccolissima italietta. Cento anni trascorsi inutilmente.

https://www.raiplay.it/video/2019/07/La-resa-dei-conti—La-Grande-Storia-7e72e553-1c26-4991-b638-76ad51bc4d57.html

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