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La “Flat Tash”, i negher ed il rossetto littorio

Treviso. Siamo spiacenti ma, prima o poi, dovevamo pure noi essere contagiati dal virus della moribonda politica nostrana che da decenni ci regala soltanto bugie elettorali e deprimenti canovacci da teatri di prosa fatiscenti. Ce ne scusiamo con i lettori e, se potete, perdonateci.

Facciamo cifra tonda: 1946-2046. Mancano ancora ventiquattro anni dal secolo di vita della nostra martoriata Repubblica Italiana ma di luce in fondo alla galleria non se ne vede ancora nemmeno un pur piccolo luccichio. Sembrano tanti ma se prendiamo in considerazione tutti quelli che sono già volati via inutilmente, beh, cosa si può provare se non un profondo sentimento di imbarazzo, una inequivocabile sensazione di tristezza, un incomensurabile vuoto emotivo.

Da decenni la famiglia allargata dei “Vota Antonio…Vota Antonio…”, sia dell’arco costituzionale che delle altrettanto deprimenti classi dirigenti di oggi, ha di continuo regalato siparietti preelettorali, elettorali e, peggio ancora, post elettorali di uno squallore inaudito. Non serve nemmeno più scomodare la politologia e la psicanalisi per spiegare il buco nero etico e sociale che da sempre ha contraddistinto la pluridecennale attività politica della prima e della seconda stagione della nostra storia più recente.

Non c’è più bisogno neanche di fare riferimento alla demagogia ed al qualunquismo tipici delle legioni di “Leoni da tastiera” che imperversano nelle varie piattaforme sociali oggi più in voga (ci scusiamo con il compianto Professore Umberto Eco per aver modificato la sua tagliente definizione del 2016).

Però ci chiediamo comunque chi, fino a questi giorni, abbia in modo sistematico e compulsivo regalato decine e decine di cambiali in bianco a questi imbarazzanti e superbi caratteristi di ultima fascia della Commedia dell’arte parlamentare, le cui grottesche maschere nude imperversano quotidianamente nei canali televisivi nazionali e locali? Chi, durante le XVIII legislature della Repubblica Italiana, abbia continuato ad accendere la radio per ascoltare i fastidiosi cicalecci dei desolanti protagonisti nella corsa al più che remunerativo gettone di presenza negli emicicli parlamentari di casa nostra?

Non può essere colpa solo e soltanto del rossetto littorio e di quelli che l’hanno preceduto. Non si deve credere che sia esclusiva responsabilità del cittadino “promesse mai mantenute” di nome e “marameo alla Giustizia è uguale per tutti” di cognome. Infine, non si deve condannare al 41 bis ostativo chi per anni in modo schifiltoso abbia urlato a pieni polmoni “Roma ladrona” e da qualche tempo invece si consideri persino degno ad aspirare alla Presidenza del Consiglio.

No, proprio no. Il diagramma a torta delle responsabilità della perenne inadeguatezza del sistema Italia deve essere equamente suddiviso tra loro ed i cittadini che li sostengono e li difendono senza essere mai stati colti dal dubbio amletico: siamo noi **** o sono loro che sono abilissimi nel gioco delle tre carte perennemente truccate? Siamo noi **** o sono loro che agiscono, consapevoli o meno, come dei meri servili “Fratelli”, figli, nipoti e pronipoti dell’ideatore del “Programma 2”?

Effetti speciali da campagna elettorale per cercare di bloccare l’ormai inarrestabile migrazione umana di cittadini stranieri, misere mance economiche ai contribuenti italiani (compreso agli incalliti evasori fiscali da generazioni) mentre il debito pubblico italiano a giugno di quest’anno ha raggiunto il poco invidiabile primato di 2.756 miliardi di euro, lancio di dadi manomessi per stuzzicare gli indecisi a puntare su chi si sente predestinato (a quale titolo poi è tutt’ora un irrisolto mistero) e pronto a condurre il nostro paese verso un millenario virile e radioso futuro.

Tutti proclami, promesse, ammiccamenti da “Totò truffa”che con regolarità inebriano le classi sociali della nostra penisola, convinte da sempre che la monolitica verità e le soluzioni a tutti i nostri problemi si trovino solo nella “Casa” dei nostalgici sdoganati ma con la fiamma tricolore ancora perennemente accesa, dell’uomo solo al comando che detesta la ricerca della verità, degli uomini in verde che dovevano liberarci dai partiti “magna, magna” ed invece loro stessi alla fine hanno deciso di partecipare alla grande abbuffata in barba persino ai propri miopi fedeli elettori.

Intanto però la barchetta tricolore di carta tossica riciclata continua a procedere senza una deriva su un oceano continuamente tempestoso, senza un’adeguata bussola calibrata a dovere e con gli equipaggi succedutisi nel tempo che non sfigurerebbero affatto come potenziale undicesima Piaga d’Egitto.

Mentre i VERI servitori dello Stato invece sono come al solito lasciati soli, drammaticamente soli, se non dimenticati o ricordati con fastidio durante le varie annuali commemorazioni degli eccidi di chi voleva con abnegazione combattere i nemici della Democrazia, quella con la “d” rigorosamente maiuscola, i nemici della Costituzione, quella con la “c” rigorosamente maiuscola.

Post scriptum: a breve ci dedicheremo purtroppo pure di quelli che pochissimo tempo fa occupavano le piazze italiane sbraitando in modo isterico ai quattro venti di essere gli ennesimi prescelti dal destino di turno sostituendo il motto pubblicitario “Roma ladrona” con l’inconsistente programma politico “uno vale uno e basta ai privilegi della casta”.

Organizzando manifestazioni pubbliche piene di gesti dell’ombrello verbali che hanno poi portato solo e soltanto ad un’altra fiumana di incompetenti ed improvvisati “politici” del “tengo famiglia” di nuova generazione, divenuti in seguito persino dei ministri o dei sottosegretari senza arte e né parte, dopo essere stati selezionati in precedenza attraverso un portale della Rete Oscura di un comico (!) genovese con manie di grandezza.

Di tutti gli altri, chi più chi meno sottoposti da molto tempo ad un inutile accanimento terapeutico, seguiranno dei bollettini medici.

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