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Gli uffici dell’Urbanistica e dell’Edilizia Privata trevigiani in grave difficoltà

Treviso. Molti Comuni trevigiani si trovano a dover fronteggiare un grave problema di gestione delle pratiche amministrative del settore dell’edilizia privata previste dalla normativa attualmente in vigore. Per questo motivo l’Associazione dei Comuni della Marca Trevigiana ha deciso nei giorni scorsi di inviare una lettera ai parlamentari veneti allo scopo di far emergere la complessità del problema, facendosi promotori  di modifiche per la sua semplificazione nelle procedure burocratiche che tanto danno stanno provocando ai loro uffici di competenza.

Secondo gli autori della missiva è molto grave che un provvedimento di tale importanza per l’economia del territorio ma, soprattutto, per il rilancio del settore edilizio, in particolare di quello ecosostenibile, possa causare dannosi  rallentamenti  all’attività istruttoria degli uffici tecnici responsabili delle pratiche amministrative. Ancora più controproducente per loro risulta essere la considerevole problematicità  della sua attuazione.

Al primo posto nell’elenco dei suggerimenti proposti, per una efficace e soddisfacente attuazione del dispositivo legislativo, si trova l’estensione della durata della norma fino al 31 dicembre 2024. Considerati i tempi di pianificazione, di amministrazione dei procedimenti e dei conseguenti interventi, non certo di rapida realizzazione, molto importante risulta essere l’auspicato spostamento del termine temporale entro il quale poter approfittare dell’agevolazione fiscale.

A questo segue l’auspicio dello snellimento delle procedure di selezione per l’assunzione a tempo determinato di figure professionali specificamente incaricate della gestione dell’istruttoria delle pratiche tecnico-amministrative; il taglio dei costi e dei tempi delle procedure di istruttoria delle pratiche edilizie attinenti al Superbonus; l’ uniformità dei prezzi delle pratiche in oggetto per favorire un costo omogeneo al fine di evitare disuguaglianze di trattamento; infine, l’estensione dell’applicabilità della norma anche agli edifici appartenenti alle categorie catastali di tipo A1, A8, A9, ovvero, le abitazioni signorili, di pregio e di valore storico allo scopo di promuovere la riqualificazione dei centri storici e dei borghi di una certa rilevanza artistica-architettonica.