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Le cantine della Docg sotto la lente del Nas

spumante[1]Valdobbiadene. Milioni di bottiglie di Prosecco taroccate con uva di bassa qualità sono state sequestrate dai Nas della provincia di Treviso. Un’inchiesta dei Carabinieri del reparto antisofisticazione della Marca ha fatto emergere lo scandolo delle bollicine. Numerose cantine, tra le province di Treviso, Belluno, Venezia, ed in particolare quelle della zona del Docg, mescolavano il vino con altre varietà decisamente meno pregiate non previste dalla normativa vigente che regolamenta il settore. Il vino venduto agli appassionati del genere era dunque di qualità inferiore e non poteva quindi essere venduto con il marchio di qualità che dovrebbe attestare la genuinità del prodotto immesso nel mercato.

L’inchiesta non è ancora chiusa. Si attendono infatti ulteriori sviluppi. Un primo bilancio parla però già di decine di cantine messe sotto torchio, con milioni di confezioni sequestrate e destinate ad essere declassate o distrutte.

Tutto è nato durante l’ultima vendemmia. I Carabinieri, controllando i registri delle bolle di carico e scarico delle realtà agricole, hanno notato che nonostante le condizioni meteorologiche del 2014 non fossero state per niente ideali, la produzione nel gennaio 2015 risultava essere esattamente uguale a quella degli anni precedenti. Scattano così i controlli che hanno fatto emergere il trucco: i produttori allungavano il Prosecco perché o erano insufficienti per quantità o perché non avevano un grado alcolico conforme ai parametri previsti per attestare l’effettiva autenticità del prodotto.

È un duro colpo per i soggetti coinvolti che rischiano la chiusura della propria attività ma, forse ancor di più, per la credibilità internazionale del Prosecco che tanto successo ha ottenuto negli ultimi anni, conquistandosi ampie fette di mercato che potrebbero essere ora a rischio.

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