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COVID. SETTE PROVINCIE SI TROVANO AL PICCO DEL NUMERO DI CONTAGI, 28 REGIONI LO HANNO RAGGIUNTO
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TREVISO. L’EX BASSISTA DEL GRUPPO MUSICALE POOH RICOVERATO IN OSPEDALE AL CA’ FONCELLO PER UN’INFEZIONE AL CUORE NEL REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA
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VENETO. PADOVA. I PIRATI INFORMATCI DIFFONDONO MIGLIAIA DI DOCUMENTI E DATI SENSIBILI TRAFUGATI IN UN RECENTE FURTO INFORMATICO PER COSTRINGERE L’AZIENDA SANITARIA EUGANEA A PAGARE IL RISCATTO. L’ULSS 6: “NON PAGHEREMO NESSUN RISCATTO!”
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La scuola che sconfigge il razzismo, l’omofobia e le paure

12088234_1667624170120046_7724647921289343047_n[1]Conegliano. In piazza per superare ogni tipo di discriminazione culturale, etnica e sessuale. In piazza per costruire un futuro senza barriere sociali che ostacolino ogni forma di integrazione, in un mondo che non cessa di correre e che alimenta sempre più pericolosissimi estremismi.

La “Rete degli Studenti” delle Scuole Medie di Conegliano ha accettato la sfida e si è messa in gioco per dimostrare che anche le nuove generazioni hanno una coscienza sociale. Una voglia matta di democrazia, di solidarietà e di lavoro.

“Abbattiamo i muri, costruiamo il futuro” è il motto che riassume alla perfezione lo scopo della manifestazione che di recente è stata organizzata nel centro della deliziosa e suggestiva cittadina che diede i natali al Cima. Il piazzale di San Pio X è stato il punto nevralgico da cui l’evento ha preso vita, scivolando poi per le vie cittadine inneggiando ai valori della libertà, della giustizia, della vera “Buona Scuola”. Non quella condizionata dalle logiche di bilancio, non quella artefatta da interventi estetici utili solo a mascherare qualche ruga di troppo di un’istituzione che fatica a stare al passo con i ritmi di un’era confusa, sempre più in balia dei personalismi sociali e geopolitici.

La loro proposta è chiara. La loro speranza è semplice: una scuola che accolga e non discrimini. Una scuola che si basi sul diritto allo studio e che garantisca quindi l’accesso al sapere a tutti. Una scuola che costruisca ponti e non ghetti. Solidarietà e sussidiarietà come spinte propulsive per uno stato sociale che non offra solo i servizi minimi garantiti ma che, organizzato e sostenuto finanziariamente a dovere, assicuri a tutti quel benessere che i nostri costituenti hanno lodevolmente inserito nella carta fondamentale del nostro ordinamento giuridico.

Senza paure ma, soprattutto, senza rinunciare a lottare contro la xenofobia, l’omofobia, il razzismo e l’antieuropeismo imperanti che la crisi economica, la disoccupazione e la povertà hanno inevitabilmente rilanciato.

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