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QUIRINALE. VOTO AD OLTRANZA PER L’ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO. A NORMA DI LEGGE I POSITIVI NON DOVREBBERO VOTARE MA L’ISTRUTTORIA CONTINUA
COVID. SETTE PROVINCIE SI TROVANO AL PICCO DEL NUMERO DI CONTAGI, 28 REGIONI LO HANNO RAGGIUNTO
COVID. CON L’OBBLIGO DI VACCINAZIONE PER GLI ULTRACINQUANTENNI EFFETTUATE 685 MILA PRIME DOSI
CRONACA. ROMA. DONNA SALVATA DAL BRACCIALETTO ANTI-MOLESTATORE. L’EX COMPAGNO È STATO ARRESTATO
TREVISO. L’EX BASSISTA DEL GRUPPO MUSICALE POOH RICOVERATO IN OSPEDALE AL CA’ FONCELLO PER UN’INFEZIONE AL CUORE NEL REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA
TREVISO. SONO TORNATE LE RISSE TRA BANDE DI GIOVANI VIOLENTI NEL PIENO CENTRO DI TREVISO. DUECENTO ESAGITATI SI SFIDANO E BLOCCANO I MEZZI DI TRASPORTO
TREVISO. TAZZINA DEL CAFFÈ 1,50 EURO. IL DISTRETTO TREVIGIANO DELLA TORREFAZIONE IN GINOCCHIO: “LAVORIAMO IN PERDITA”
VENETO. COVID. 13.094 POSITIVI AL VIRUS E 21 DECESSI. IN ISOLAMENTO IL 5% DELLA POPOLAZIONE VENETA. DIECI MILIONI PERÒ LE INOCULAZIONI DEL VACCINO DALL’INIZIO DELLA CAMPAGNA DI IMMUNIZZAZIONE
VENETO. PADOVA. I PIRATI INFORMATCI DIFFONDONO MIGLIAIA DI DOCUMENTI E DATI SENSIBILI TRAFUGATI IN UN RECENTE FURTO INFORMATICO PER COSTRINGERE L’AZIENDA SANITARIA EUGANEA A PAGARE IL RISCATTO. L’ULSS 6: “NON PAGHEREMO NESSUN RISCATTO!”
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Beppe Ciardi e la sua famiglia a Quinto di Treviso, documenti di vita e d’arte

3.htm4[1]Quinto di Treviso. Dal 10 aprile scorso presso la Villa Merno Giordani Valeri di Quinto di Treviso si può visitare la mostra dedicata alla dinastia dei pittori veneziani che è un vero e proprio ritratto di famiglia in villa. Un interessante affresco sulla vita sociale, artistica, rurale e politica di Venezia e della Marca a cavallo di due secoli, tra il 1882 ed il 1952, attraverso diari, documenti inediti, manoscritti autografi, ritratti e dipinti di una famiglia piena di creatività ed ingegno che ha segnato la vita culturale veneta.

Nicola Pezzella, curatore della mostra:“Dopo la morte di Emilia, la moglie di Beppe Ciardi, avvenuta nel 1952, l’unica figlia Maria Teresa e la nipote Linda decisero di vendere tutto: le campagne, la villa di Quinto, la collezione di 300 opere tra dipinti, sculture ed arredi pregiati che l’artista aveva lasciato alla sua scomparsa nel 1932. Fu così dispersa un’imponente collezione che Emilia usava chiamare il Sacrario.”

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