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Aldo Pellegrino per rivitalizzare e rilanciare Treviso

CCJuMIIXIAABiNN[1] Treviso. Sarà grazie alla creatività ed alla competenza di un ex responsabile di diverse multinazionali che il capoluogo della Marca forse riuscirà a bloccare il lento ma evidente declino economico e demografico che da troppo tempo sta condizionando il tessuto sociale di un territorio che per molti anni è stato invidiato dal resto dell’Italia. La ricetta di Aldo Pellegrino è semplice:” Occorre puntare sulla specializzazione, senza copiare i centri commerciali. Strade a tema ed affitti più bassi. Questo è il mio piano per rilanciare Treviso.”

Il compito del professionista ingaggiato da Ca’ Sugana non è certo facile. Secondo Pellegrino il centro storico di Treviso ha tutto il potenziale necessario per recuperare ed invertire la rotta che è sotto gli occhi di tutti. Del resto è in ottima compagnia, non è l’unico centro storico in Italia ad aver pagato a caro prezzo la crisi economica e le politiche di urbanizzazione che hanno causato danni e problemi alla comunità.

La sua strategia sarà quella di coinvolgere tutte le parti interessate, stimolarle per condividere un progetto che, ne è certo, porterà per tutti vantaggiose opportunità e soddisfazioni. Non si parla certo di tavoli allargati, deleteri per un lavoro di squadra che si spera possa essere snello ed efficiente.

Il dirigente incaricato è soprattutto convinto che occorra prima di tutto studiare le peculiarità del territorio e valorizzare quello che di bello si trova in quel luogo. La sua esperienza a Forlì ne è la prova. Zone abbandonate a sé stesse, rioni degradati che dopo un accurata analisi hanno preso a fiorire ed a vivere grazie ad una diversificazione mirata delle attività commerciali ed artigianali nei quartieri e nelle vie del tessuto urbano della città romagnola da rivitalizzare e rilanciare.

Luoghi desolati e senza negozi che prendono a pulsare di vita offrendo servizi che attraggono clienti locali e visitatori da fuori città. Attività del resto che ancora oggi risultano attive.

Il professionista non ritiene necessario la creazione di strumenti amministrativi ad hoc. È convinto invece che una valida e convincente attività di persuasione sia un buon modo per raggiungere gli obiettivi individuati. Con un’accurata analisi del territorio ed i numeri che da essa emergeranno, ad esempio, il protagonista di questa iniziativa pensa di riuscire a convincere soprattutto i proprietari immobiliari che il mondo è cambiato e, soprattutto, che gli affitti non possono restare ancora oggi quelli di cinque anni fa quando si trovavano senza difficoltà cittadini che pur di aprire la propria attività commerciale erano disposti a pagare locazioni già allora a livelli iperbolici.

Molti negozianti storici della città hanno infatti abbandonato il centro proprio a causa di questa ostinata convinzione dei proprietari immobiliari di pretendere gli stessi affitti di allora affermando che, pur di non abbassare le locazioni, preferiscono invece tenerli sfitti. Tanto poi loro trovano sempre cinesi disposti a pagarli.

Ecco quindi che Pellegrino cercherà di convincerli anche attraverso un contratto tipo con un minimo garantito ed una partecipazione agli utili.

Per il funzionario comunale dunque fra le priorità c’è quella di preparare una buona e puntuale comunicazione per convincere e coinvolgere non solo i piccoli proprietari ma anche, e forse soprattutto, le grandi realtà immobiliari che certamente non si fanno scrupoli ad ignorare chi propone loro simili ipotesi e che sono di primo pelo nel mondo degli affari.

Pellegrino non nasconde le sue preoccupazioni ma in lui prevale il suo coinvolgimento emotivo che nasce dall’amore per la città in cui vive da anni e che desidera fortemente rilanciare sfruttando le sue competenze professionali per un bene comune: la rinascita di Treviso.

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